Un protocollo deficitario

Scritto da Giuseppe Capano il 9 febbraio 2015 – 22:39 -

Protocollo milano 318Del Protocollo di Milano (se posso permettermi un pessimo nome!) devo ancora approfondire bene i contenuti per cui non esprimo compiutamente un opinione perché sarebbe scorretto parlare di ciò che non si conosce.
Però intorno a me operano persone di cui ho grande stima che mi hanno già fatto notare parecchie incongruenze di principio e una serie di pericoli tangibili rispetto al ruolo del cibo e dell’alimentazione per il pianeta e la popolazione in generale.

Le premesse non sono quindi delle migliori, una impressione forte confermata dalle righe dei comunicati stampa che mi è capitato di intravedere dove la sensazione era che più del cibo e dell’uomo interessasse mettere in mostra altro.
Intanto capiamo un attimo di cosa si tratta, almeno in linea generale.
Il fulcro della proposta è ripetere in chiave alimentare e di attenzione all’agricoltura l’esperienza del protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici spingendo le autorità internazionali ad occuparsi attivamente dei problemi legati alla produzione e gestione del cibo a 360 gradi.
Con tre focus principali individuati dopo un anno intero di discussioni e confronti: la questione della fame del mondo incrociata con le degenerazioni alimentari delle società più ricche (sovrappeso, obesità, ecc), le scelte strategiche da seguire rispetto a quali piante alimentari coltivare e a chi destinarle (all’uomo o agli animali?), l’enorme spreco di cibo assolutamente commestibile e buono a opera di un organizzazione sociale e economica evidentemente deficitaria e inefficiente.
Come si vede temi importanti e certamente lodevoli che paiono tuttavia concentrarsi sui grandi protagonisti dell’economia alimentare (la minoranza per quanto con un enorme potere) trascurando i piccoli (la maggioranza).
Sono poi assenti dal protocollo riflessioni e considerazioni basilari su aspetti della relazione cibo società non meno importanti di quelli messi a fuoco dal documento ufficiale.
Di uno di questi se ne occupata intelligentemente la direttrice di Cucina Naturale nel suo ultimo editoriale che vi invito e leggere con attenzione, sulla rivista cartacea se l’avete con voi (e lo spero bene!!!) o in alternativa sul sito a questo indirizzo.
Se vi fa piacere raccontatemi poi cosa ne pensate voi, magari più informati di me in merito.
Anche se mi impegno a rifarmi in questo senso approfondendo al meglio l’argomento!

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2 Commenti per “Un protocollo deficitario”

  1. Michele Tuveri Scrive il Feb 10, 2015 | Replica

    ciao Giuseppe, grazie di questa segnalazione. Neanche io sono preparato sul documento e la mia prima reazione è di festeggiare l’iniziativa, dato che, viste le questioni enunciate, siamo obiettivamente responsabili di cose inumane. Molti non sono consapevoli nemmeno di questo. Invece di sentirci parte di un tutto, da accudire quindi globalmente e da pari a pari, separiamo, escludiamo e coltiviamo squilibri. Quindi festeggiamo e controlliamo: vedremo se si tratta di solo marketing o se il documento è davvero aperto ad evoluzioni e perfezionamenti. Gli ho dato una scorsa veloce e mi pare molto astratto, tanto da rischiare spesso di non dire. Un esempio a caso, pagina 12, sul benessere degli animali da allevamento, la frase “Le Parti cercheranno di prendere in considerazione le cinque libertà degli animali da allevamento” si allontana due volte dall’oggetto, invece di affermarlo: la libertà viene presa solo in considerazione, anzi no, si cercherà soltanto di farlo. Insomma non si sa cosa voglia dire e, letteralmente, sulla libertà degli animali non vuol dire nulla.
    Ecco, queste sono le mie prime impressioni, che offro al confronto per imparare.
    a presto
    michele

  2. Giuseppe Capano Scrive il Feb 10, 2015 | Replica

    Ciao Michele,
    ti ringrazio molto per questo contributo e nuova visione (per me) della faccenda perché al contrario di te non sono ancora riuscita a leggere molto del protocollo.
    Per altro la tua riflessione è molto interessante e acuta, mi viene solo da pensare come mai tra tutti i cervelli che hanno interpellato non ci sia stato qualcuno capace di fare le tue stesse osservazioni in merito!!!
    Appena riesco approfondisco meglio, grazie ancora.
    A presto
    Giuseppe

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