Un talco di sale

Scritto da Giuseppe Capano il 10 settembre 2011 – 23:10 -

saleA metà agosto ho già parlato in due post dell’importanza di diminuire il quantitativo di sale ingerito giornalmente, in particolare in quello aggiunto apposta nei cibi visto che quello inserito a livello industriale nei vari prodotti acquistati abitualmente è di difficile controllo.
In uno dei post parlavo anche delle possibili strade pratiche raccontando su come fare il più classico sostituto del sale, ovvero il gomasio.
Nel frattempo mi era sfuggita un’interessante notizia risalente a giugno che ho trovato solo oggi sulla rete grazie al sito “il fatto alimentare”.

Una intraprendente società inglese, Eminate di Nottingham, ha ideato un sale, per meglio precisare un microsale, con cristalli dalle dimensioni piccolissime che promettono una resa e un potere insaporente nettamente superiore al sale tradizionale.
In pratica la misura dei nuovi cristalli è di 5-10 micron (un micron è pari a un millesimo di millimetro) a fronte dei 200-500 micron del sale comune, e il segreto sembra sia tutto qui perché di fatto si tratta sempre di cloruro di sodio al 100% senza l’aggiunta di altro.
Questa sorta di superraffinazione dovrebbe comportare rese e performance molto più elevate, a cominciare dai prodotti da forno e infatti la prima applicazione ha riguardato la produzione di pane a livello industriale con apporto di sodio drasticamente ridotto.
Ma come è facile intuire le applicazioni non si limitano alla sola panificazione è si sono già intrapresi esperimenti con formaggi, salse, snack e molto altro.
Rispetto a altre ricerche e nuove metodologie ancora da verificare in profondità, questo nuovo sale sembra essere molto promettente per il semplice fatto che si tratta, appunto, di puro sale e basta.
Nell’attesa di capire quando e come sarà commercializzato e reso disponibile per i comuni consumatori penso che domani vi racconterò di un altro sostituto del sale creato da me, questa volta  base di alghe.
A domani.

Sale raffinato


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