Una ricetta non è solo gusto ma lo specchio del presente, un ricordo per Paolo Borsellino

Scritto da Giuseppe Capano il 19 luglio 2012 – 16:25 -

L'ultima cenaNel giorno dell’anniversario della morte di Paolo Borsellino mi è venuto voglia di scriverne, non tanto per un sentimento personale intimo che come tale preferisco rimanga, ma per onorare un mia forte convinzione che vede la cucina pienamente immersa nella società in cui vive e non isolata sul piedistallo di presunta arte al di sopra degli eventi.
Non che questa mia convinzione sia molto condivisa nel mio settore, ma pazienza, per ora conta sorprendere, essere originali a ogni costo e giustificare in qualche modo il prestigio altisonante del proprio mestiere, però chissà magari un domani sarà diverso.

Quando creo, provo e scrivo una ricetta tutto quello che mi succede intorno ci rientra, diventa una componente importante e scegliere un ingrediente piuttosto di un altro a volte non è dettato da questioni di gusto e conoscenza di abbinamenti, ma semplicemente perché quell’ingrediente mi sembra onorare, ricordare, esaltare e rendere giustizia a un fatto rilevante che nella società in cui vivo succede.
In questo senso leggere le ricette è leggere storia, se avete presente l’opera di Pellegrino Artusi dovreste capire molto bene come una raccolta di ricette è molto di più di un semplice incrocio di alimenti per arrivare all’obbiettivo di soddisfare il solo gusto.
Almeno quando chi scrive ricette sa onorare questo principio, non a caso il libro di Artusi continua ad essere letto e onorato, mentre di tanti altri facciamo fatica a ricordarci che hanno scritto qualcosa.
Quando ad esempio 3 anni fa ho contribuito con un intero menu a scrivere il libro di Peppe Ruggiero “L’ultima cena” ci ho messo dentro tutti i miei sentimenti e ricordi della vigliacca violenza targata mafia e company, compresi quelli riferiti a Falcone e Borsellino.
E siccome non bisogna mai fermarsi a singole iniziative questa estate ad agosto farò un corso di cucina dall’eloquente titolo “A tavola con i boss: la cucina della legalità”.
Ve ne racconterò meglio i dettagli a suo tempo, per ora questo è il mio piccolissimo contributo a ricordare un uomo che ha saputo onorare fino alla morte i migliori sentimenti e ideali di cui possiamo essere capaci.

Paolo Borsellino con Leonardo Sciascia


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4 Commenti per “Una ricetta non è solo gusto ma lo specchio del presente, un ricordo per Paolo Borsellino”

  1. Michele Tuveri Scrive il Jul 19, 2012 | Replica

    ciao Giuseppe, apprezzo il ricordo e sono contento del taglio che gli hai dato. Troppo spesso, anche se escludiamo le commemorazioni ipocrite, si cade nel nostalgico, si torna al momento passato e ci si resta. Mi accorgo, ed è solo una mia considerazione, che anche le esperienze personali avute, se non attualizzate profondamente e manifestate nel presente, nell’immediato, si svuotano piano piano e restano gusci consolatori o malinconici. Per cui ecco che quel corso di cucina ad agosto porta un ricordo nell’oggi, evviva.
    Conosco l’Artusi, molto più leggero e vivace nella prosa che nelle scelte nutrizionali: ricordo sempre allegramente il racconto della ricetta del pasticcio di maccheroni e la fine del poveretto che ne aveva mangiato troppo 🙂
    a presto
    michele

  2. Giuseppe Capano Scrive il Jul 19, 2012 | Replica

    Ciao Michele, grazie, in effetti l’Artusi quanto a scelte nutrizionali era abbastanza grezzo però i suoi racconti e le sue ricette erano pieni del vissuto del suo momento, come ricordi tu con il racconto del pasticcio di maccheroni, ed è questo che lo ha reso grande.
    Condivido pienamente le tue considerazioni su Borsellino e le commemorazioni in genere, si onora e si commemora pienamente nelle azioni del presente e del futuro fuggendo quanto più possibile dalla retorica.
    Del corso che farò sono molto contento, poi ne racconterò ogni singolo istante.
    A presto

    Giuseppe

  3. Francesca Scrive il Jul 25, 2012 | Replica

    Bellissimo post, Chef. Sia per il giusto tributo al ricordo di un uomo straordinario sia per quello che hai scritto a proposito delle ricette, al loro legame sia con il mondo che ci circonda sia col “mondo” che ci portiamo dentro in termini di ricordi.
    Chi di noi non è stato sopraffatto dall’emozione nell’assaggiare qualcosa che lo riportasse agli anni dell’infanzia?
    Buon pomeriggio e a presto,
    Francesca

  4. Giuseppe Capano Scrive il Jul 26, 2012 | Replica

    Grazie Francesca, intanto di aver letto il post, poi per il tuo pensiero e la condivisione della visione (scusa il giro di parole).
    Buona giornata e spero presto buone vacanze.
    A presto
    Giuseppe

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