Una richiesta per poi riflettere quanto il pane sia prezioso

Scritto da Giuseppe Capano il 7 settembre 2012 – 10:12 -

Sto cercando con calma una bella ricetta di pomodori come ricordavo ieri, nel frattempo però sono rimasto indietro nel rispondere a una richiesta impellente fatta da Alessandra.
Passando questa estate nei dintorni di Grosseto alle spalle del magnifico parco della Maremma ha cenato nel ristorante vegetariano che porto avanti ogni estate, e questo da ormai più di 20 anni.

La linea di cucina è quella prettamente mia e da li è in realtà nato il mio percorso professionale di specializzazione in cucina naturale, in quella delle verdure e della loro valorizzazione, in quella del benessere e dell’approccio preventivo alle patologie più diffuse tramite un sano e piacevole consumo di ricette equilibrate, nutrienti e soprattutto buone, gustose e accattivanti.
Ma tornando ad Alessandra era rimasta molto colpita in positivo dal tortino di magro che serviamo a rotazione all’interno della nostra linea di piatti e volendo ripeterlo a casa, almeno presumo, mi ha chiesto con gentile decisione la ricetta.
Nessun problema per così poco, l’attesa è dovuta al fatto che devo recuperare la foto con cui accompagno sempre le mie ricette e dovrei riuscirci giusto domani così Alessandra sarà soddisfatta e tutto sommato credo anche diversi di voi, tranne probabilmente chi segue un regime alimentare senza prodotti di origine animale.
Soddisfatti perché la ricetta è notevole rappresentando un secondo piatto deciso e strutturato, certo non povero di calorie, ma è un bellissimo esempio di un secondo vero che fa tranquillamente a meno ci carne e pesce e non solo non ne risente, ma al contrario risulta una ricetta di alto rango pur nella sua apparente rusticità.
Infatti nasce da un’elaborazione di un piatto povero in cui il geniale obbiettivo era recuperare pane vecchio (prezioso, prezioso, prezioso a contraltare dell’orrore che vedo nel buttarlo via a quintali giornalmente da questo mondo distributivo altamente difettato!!!!).
Del resto attingo spesso le mie ispirazioni culinarie dalla tradizione dove trovo sempre geniali intuizioni dettate dalla saggezza alimentare che oggi sembra persa o quantomeno smarrita e in attesa di essere ritrovata.
Per cui domani troverete la ricetta e tra i suoi ingredienti il pangrattato, ma vi prego fatevelo da voi, chissà di quanto pane non sapete cosa farne (poi magari mi smentite e allora molto bravi!!) e pensate che il paradosso incredibile è che tutte le ricette dove compare il pangrattato vengono notevolmente (ma notevolmente, non per modo di dire) meglio se il pane grattato è stato fatto al momento, fresco, fragrante e magari con un buon pane ricco di fibre che per casualità è rimasto.
E su questo ci sarebbe molto da meditare, a domani con la ricetta.

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6 Commenti per “Una richiesta per poi riflettere quanto il pane sia prezioso”

  1. Elena Scrive il Sep 7, 2012 | Replica

    Ti ricodi quel bel libro di Armbrust con tante ricette di pani tedeschi? sarebbe bello che ne riproponessi qualcuna rendendo chiare le indicazioni dell’autore, scegliendo magari fra i pani meno ‘pasticciati’….così, con un buon pane di base…possiamo poi sbizzarrirci su altre preparazioni

  2. Giuseppe Capano Scrive il Sep 7, 2012 | Replica

    Ciao Elena,
    si mi ricordo bene il libro e tutto sommato è una buona idea, mi rimane da capire quando riuscirei a provarlo, ma intanto lo metto in agenda non promettendoti per ora tempi certi.
    Spero saprai pazientare, il problema è che so già che mi attenderà un autunno lavorativo di fuoco!!
    A presto
    Giuseppe

  3. Elena Scrive il Sep 8, 2012 | Replica

    Ma certo, non ti stressare per queste richieste dei tuoi fan-blog!!

  4. Giuseppe Capano Scrive il Sep 8, 2012 | Replica

    Va bene Elena niente stress, ma casomai se non vedi niente a un certo punto prova a ricordarmelo!!

  5. Michele Tuveri Scrive il Sep 10, 2012 | Replica

    ciao Giuseppe,

    certo, il pan grattato si fa in casa, e hai ragione sul recupero in generale del pane raffermo, anche senza grattugiarlo. Mi hai fatto venire in mente l’acqua cotta (con tutte le varianti che vogliamo), la zuppa di cipolle, mi pare di ricordare delle frittelle. Nel suo ciclo di vita il pane potrebbe non essere mai buttato, eppure anche a me è capitato. Grazie di questo “richiamo”
    a presto
    michele

  6. Giuseppe Capano Scrive il Sep 10, 2012 | Replica

    Ciao Michele, si hai fatto degli ottimi esempi di riuso del pane, per altro ce ne sono moltissimi altri e come dici tu ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta su come usarlo, cosa che rende insensato buttarlo. Ma in verità la questione non riguarda il solo pane, malgrado la crisi gli sprechi insensati nel nostro mondo moderno sono tanti e senza giustificazioni reali, se non uno stato di incoscienza che ci fa credere di essere superiori a queste “bassezze” del riuso che ci tolgono il nostro prezioso tempo (salvo poi passarlo come degli automi davanti a una televisione).
    Così è, ma questo non toglie che si debba insistere per cercare di cambiare in qualche modo.
    Grazie ancora della assiduità con cui mi segui e a presto.
    Giuseppe

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