Una torta velenosa

Scritto da Giuseppe Capano il 19 maggio 2013 – 22:38 -

Torta compleanno bimbi 2013 318La torta che vedete oggi, mal fotografata, ma chiara come contenuti è stato uno dei miei omaggi per il compleanno dei miei bimbi.
Buona, bella, fragolosa, ricca, molto golosa, era pur sempre un compleanno, un occasione di una volta l’anno e il cibo ha un significato e una funzione molto più profonda del solo ed esclusivo aspetto nutrizionale, salutistico e preventivo, temi che invece tratto di solito sul blog con diligenza.

Perché questa premessa vi chiederete?
Perché per alcuni questa torta è un concentrato vero di puro veleno, sono presenti zuccheri, farine raffinate, grassi di sostanza, poi per carità anche un immenso carico di frutta, sano cioccolato fondente e comunque farine, uova e company tutto di altissima prima qualità.
Ma questo è relativo per chi ha bisogno di mettere in evidenza le sue teorie cercando di enfatizzare elementi di buon senso provati da studi seri e approfonditi che però è estremamente scorretto far passare per assolutismi.
Un assolutismo estremamente scorretto è affermare che un cibo è un veleno, sia zucchero, farine raffinate o quello che volete o avete di recente sentito.
Questo serve da un lato a darsi importanza, dall’altro a dimostrare la propria ignoranza, non a caso il 99% di chi fa queste affermazioni, gente di alta risonanza sui media magari, di cucina non sa proprio nulla, ma nulla ve lo posso garantire basta leggere i loro libri, le ricette suggerite, le grottesche ipotesi di alimentazione quotidiana che fanno.
È un ignoranza profonda, nel senso che del cibo si ignora la sua funzione sociale, morale, storica, psicologica, funzionale, strutturale, compositiva, tecnica relativa alle dinamiche di cucina e così via.
L’unico elemento che sembra importante è l’aspetto nutrizionale e in base a questo si “sparano” sentenze, chi poi le sente va nel panico.
Non a caso a tavola oggi l’argomento è venuto di nuovo prepotentemente fuori e le domande comprensibili che mi sono sentito fare riguardavano le preoccupazioni dovute a queste dichiarazioni.
Il mio consiglio? Lasciate perdere, usate il buon senso e il meglio delle ricerche, serie, moderne.
Che raccontano chiaramente che certi cibi, zuccheri, alimenti raffinati, grassi di un certo cibo, vanno consumati in basse dosi e il meno possibile, il meno possibile.
Ma non sono un veleno e se li consumate non morite.
State tranquilli.
Quanto a me è evidente che sono un padre snaturato se do da consumare ai miei bimbi certi veleni, ogni tanto.
Chissà!

Torta compleanno bimbi 2013 518


Tags:
Postato in Cibo, cultura e società, Mondo alimentare | 6 Commenti »


6 Commenti per “Una torta velenosa”

  1. cry68 Scrive il mag 20, 2013 | Replica

    ciao chef condivido a pieno cioe’ che hai scritto . di sicuro non si muore , ieri io ad esempio ho fatto il pieno di alimenti che di solito non mangio ma a volte non ci si puo’ tirare indietro . auguri ai tuoi bimbi e della torta che dire ……. ne è avanzata una fetta? scherzo naturalmente. buon pomeriggio cry68

  2. Giuseppe Capano Scrive il mag 20, 2013 | Replica

    Ciao Cry,
    grazie della condivisione e degli auguri!
    Mi dispiace, nessun avanzo, o meglio quello che è rimasto è stato portato via avidamente dai presenti, per goderselo successivamente!
    Altrimenti ti avrei spedito una fetta!!
    Che per ora può essere solo virtuale!!!
    A presto
    Giuseppe

  3. Tiziana Scrive il mag 21, 2013 | Replica

    Bellissima e golosissima torta! E buon compleanno ai bimbi.

  4. Giuseppe Capano Scrive il mag 21, 2013 | Replica

    Grazie Tiziana,
    riferisco gli auguri ai golosi bimbi.
    A presto
    Giuseppe

  5. Isa Cipriani Scrive il mag 24, 2013 | Replica

    Ciao Giuseppe,
    da giorni che ho letto il tuo post e da giorni ci penso. Penso a come risponderti, perchè questo articolo mi ha dato da pensare. Anche io, come te, da anni sono impegnata a tutto tondo in ciò che significa SANA ALIMENTAZIONE, CUCINA SALUTISTICA perché so quanto questo sia in grado di influenzare il nostro benessere (fisico e spirituale).
    Adesso, concordo con te quando dici che, se OGNI TANTO si MANGIA DEL CIBO NON BUONO da un punto di vista nutrizionale, ma ottimo da un punto di vista gustativo (godereccio insomma), non sarà in grado di farci davvero del male in quanto il corpo, se sano, sarà probabilmente in grado di tamponare quello “sproposito”.
    Non mi soffermo per il momento a sottolineare che se si è fatto un cambio alimentare importante non si è più in grado di “godere” troppo di certi alimenti che in genere, tra l’altro, dopo, ci fanno stare anche parecchio male o almeno, come dire, ci fanno sentire come minimo storditi e appesantiti per un pò.
    Quello che più mi ha colpito di questo articolo è la NON COERENZA verso i tuoi figli.
    Tu sai che certi alimenti fanno male (e per certo fanno male) e per questo ti stai impegnando nel proporre ricette sane che non penalizzino il gusto, anch’esso importante.
    E’ quello che immagino professi anche in casa tua. Preparando un dolce così diverso da quello che normalmente consigli di fare, non rischi di far credere ai tuoi figli, ed a tutti coloro che ti seguono, che ciò che prepari normalmente non è buono a tal punto da utilizzarlo in un giorno meraviglioso come quello del compleanno dei tuoi bambini?
    Insomma è come ammettere che qualsiasi dolce “alternativo” non sarà mai abbastanza buono e appagante e mai si potrà rapportare a quello cui siamo tradizionalmente abituati.

    Adesso capisco che la panna sia difficile da sostituire ed io non avrei mai neanche provato a trovare un degno sostituto, ma invece di fare una super torta iperglicemica avresti potuto magari usare una farina semi-integrale, con meno zuccheri e prodotti animali che sappiamo non essere così essenziali per la buona riuscita del dolce. Ma assolutamente guarnita con panna montata!
    Insomma mi è parsa una sconfitta, credo invece che si possa fare un dolce altrettanto buono sostituendo e/o riducendo in parte determinati elementi.
    Infine mi soffermerei sulla parola veleno che qualcuno usa quando parla di prodotti raffinatissimi come la farina o lo zucchero. Mi son presa la briga di andare a vedere cosa significa “veleno” ed ho trovato questo: “1 sostanza di varia natura che, penetrata nell’organismo e raggiunta una certa concentrazione, può causare gravissimi danni e perfino la morte; o 2 per estensione, ogni sostanza che nuoce all’organismo; cibo o bevanda molto amara e disgustosa”.
    Quindi sebbene in genere si pensa che il veleno “faccia morire subito” in effetti non è specificato da nessuna parte che l’effetto deleterio è immediato, ma invece esso si rivela dannoso quando “raggiunge una certa concentrazione causando gravissimi danni e perfino la morte (mi viene da pensare al Diabete per esempio).
    In effetti questa descrizione mi sembra che calzi a pennello con l’utilizzo COSTANTE di certi alimenti come pane, dolci, pizze, focacce e derivati da farine ultra-raffinate e povere di qualsiasi cosa eccetto l’amido. E se anche è vero che ogni tanto una focaccia bianca non ci fa morire, la maggior parte della gente oggi, mangia ultra raffinato tutti i giorni, in tutti i pasti, compreso i dolci.

  6. Giuseppe Capano Scrive il mag 24, 2013 | Replica

    Cara Isa, apprezzo la tua riflessione anche perché è stata molto partecipata, approfondita e appassionata quindi meritevole di essere ascoltata con grande attenzione.
    Serenamente posso dirti che non ho vissuto questa bella giornata di festa come una sconfitta, la torta in realtà era molto più equilibrata di quello che in apparenza sembra con tutta una serie di accorgimenti salutari frutto della mia esperienza diretta, abbastanza lontana dal concetto di iperglicemia.
    Ma l’obbiettivo del post non era vantare le mie capacità tecniche e elaborative, ci sono state e ci saranno tante altre occasioni per parlare di accorgimenti e pratiche per migliorare dal punto di vista salutare le pietanze cucinate.
    Piuttosto cercare di portare un equilibrio concettuale più sensato in quello che molti studiosi, anche se in buona fede, enfatizzano in maniera estrema utilizzando a sproposito i termini come “veleno” e su cui le persone normali non in grado di valutare adeguatamente il significato del messaggio spesso, troppo spesso, si perdono.
    Ognuno di noi può avere le sue idee e essere convinto di aver trovato la sua verità, personalmente confrontando continuamente autori diametralmente opposti e tesi di ogni sorta, parlando con medici, nutrizionisti, storici dell’alimentazione e così via penso che molte delle conclusioni certe a cui pensiamo di essere arrivati oggi si riveleranno domani degli errori valutativi.
    La complessità delle interazioni organiche dell’uomo è enorme e noi siamo ancora delle intelligenze neonate dal punto di vista temporale.
    Quello che personalmente non riesco ad accettare sono gli assolutismi di chi afferma che esiste un’unica verità a cui tutti dovrebbero sottostare per il proprio benessere.
    Ovviamente posso sbagliarmi e se così fosse un domani non avrò alcuna remore ad ammetterlo.
    Penso che il mio percorso e la mia ricerca, fatto salvo il destino, siano ancora lunghi e che molto ancora debba approfondire.
    La bellezza vera è il confronto e sapere che c’è sempre un’alta percentuale di bene in chi espone i suoi pensieri e le sue idee, per quanto siano contrarie alle tue o semplicemente differenti.
    Trovare un equilibrio non è facile, i dubbi sono sempre tanti, ma siamo persone, possiamo aver ragione o sbagliare.
    Contano le intenzioni e l’impegno, preferisco sentirmi dire di aver sbagliato tutto, ma sapere dentro di me di averci provato nel migliore dei modi che potevo trovare in base alle mie capacità personali.
    Tengo l’umiltà sul mio comodino per ritrovarla ogni volta al mio risveglio e farne l’uso migliore che possa.
    Un abbraccio e grazie.
    Giuseppe

Aggiungi un commento