Zuppe e gesti ancestrali

Scritto da Giuseppe Capano il 12 agosto 2015 – 22:50 -

Minestra di farro alla toscana 318Il racconto di oggi è sulla nostra minestra di farro che serviamo qui nel ristorante vegetariano di Festambiente, ogni anno puntualmente, malgrado il caldo e l’idea che in estate non sia mai tempo di zuppe o simili.
In effetti la serviamo talmente densa che sembra un risotto con chicchi un po’ strani e puntualmente finisce tutte le volte che la proponiamo con una buona soddisfazione generale.

Non è un segreto particolare e qui ve la ripropongo se avrete voglia di cucinare in questo modo l’ottimo farro, un cereale per molto tempo dimenticato e che finalmente ha ritrovato lo spazio e l’importanza che merita.
È profumato una volta finito con una bella ciocca di basilico fresco che proteggiamo subito con una bella cucchiaiata di olio d’oliva.
È un piatto che non ci stanchiamo ma di cucinare, in se come molte zuppe comporta nel prepararlo una serie di gesti ancestrali che in qualche modo ci seducono, ogni volta indistintamente.
È una sorta di bella donna che non solo è bella ma in lei si ritrovano i risvolti belli del mondo, della natura, della parte più bella dell’umanità.
Seduce cucinarla questa minestra di farro e seduce consumarla, ogni cucchiaiata ci riporta indietro, i ricordi si accavallano, le emozioni ritornano, la calma aleggia nell’aria e la libertà di pensare anche alla cosa più insignificante in assoluto appaga fin dentro il cuore.
E a questo punto non resta che lasciargli la parola e descriverla pezzo per pezzo!

 

Minestra di farro alla toscana

Minestra di farro alla toscana 518

Ingredienti per 4 persone:

  • 3 patate a pasta bianca,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • 1 cipolla grande,
  • 4 coste di sedano,
  • 300 g di pomodori perini,
  • 180 g di farro perlato,
  • 2 foglie di alloro,
  • 1 mazzo di basilico fresco,
  • olio extravergine d’oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Rosolare a fuoco basso nell’olio d’oliva per pochi minuti l’aglio tritato finemente, unire la cipolla e il sedano tritati, insaporire per 10 minuti circa.
  2. Aggiungere le patate sbucciate tagliate in piccoli pezzi e i pomodori puliti tagliati allo stesso modo lasciando addensare il tutto per 5 minuti.
  3. Bagnare con 1,5 litri di acqua, coprire d’acqua, aggiungere il farro ben sciacquato, portare gradualmente a ebollizione,  salare leggermente, unire le foglie di alloro e cuocere per almeno 40 minuti a calore basso.
  4. A fine cottura regolare la densità e correggere di sale se necessario, unire il basilico lavato e spezzettato finemente insieme ad alcuni cucchiai di olio a crudo.

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4 Commenti per “Zuppe e gesti ancestrali”

  1. Daniela Scrive il Aug 13, 2015 | Replica

    Magari non sarà ugualmente “coccolosa”, ma considerate le temperature tropicali di questo periodo… secondo me è buona anche fredda o tiepida 🙂
    Che ne pensi?
    Grazie

  2. Giuseppe Capano Scrive il Aug 13, 2015 | Replica

    Ciao Daniela,
    si è buona sicuramente anche fredda, magari non proprio da frigorifero, diciamo più a temperatura ambiente che lascia ai profumi lo spazio per esprimersi al meglio non “ingabbiati dal freddo”.
    In una versione così aggiungerei un poco di pesto al basilico in più!
    Grazie dell’apprezzamento.
    A presto
    Giuseppe

  3. maria Messina Scrive il Aug 13, 2015 | Replica

    si penso che tiepida sia ok! magari preparata con il bimby che ne pensi?

  4. Giuseppe Capano Scrive il Aug 13, 2015 | Replica

    Ciao Maria,
    non ho grandi esperienze di cottura con il bimby, per cui non saprei, in questo senso non sono un esperto!
    A presto
    Giuseppe

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