Uova, istruzione d’uso!

Scritto da Giuseppe Capano il 9 novembre 2015 – 19:19 -

Uova all'occhio di bue con formaggio e salsa di pomodorini 518 bisUova e colesterolo, nell’articolo del Corriere di ieri si parlava in particolare di un recente studio portato avanti da studiosi del Karolinska Insitutet di Stoccolma che ha esaminato una serie di criteri oggettivi.
Per prima cosa valutando quante uova mediamente venivano consumate in Svezia, un campione rappresentativo di ben 38 mila uomini e 33 mila donne.

Poi sempre su questo campione il rischio percentuale di complicazioni e patologie cardiovascolari, i due dati incrociati non hanno mostrato alcuna correlazione tra il consumo di uova e situazioni di pericolo per la salute come l’infarto o l’ictus.
L’osservazione sulle condizioni di salute e le abitudini alimentari di questa massa di persone è durata 13 anni rientrando in altri due più grandi studi nazionali tesi a indagare vari aspetti di vita della popolazione svedese, per questo motivo appare particolarmente interessante.
E non fa altro che sommarsi a precedenti ricerche, tutte concordano sulla necessità di rivedere le errate convinzioni sul consumo di uova rispetto all’influenza sul colesterolo e altre funzioni organiche del corpo.
Al di la delle rispettabili scelte personali di consumare o meno le uova bisogna dunque chiarire come la loro moderata presenza nella dieta non porta, da un punto di vista nutrizionale su soggetti sani, particolari problematiche.
Anche qui sembra che l’attenzione vada riposta più che altro su come le uova vengono trattate e a quali tecniche di cottura vengono sottoposte, una costante uguale a tutti i cibi che si intendono consumare, ma che con una frequenza poco edificante viene quasi sempre non considerata.
L’influenza della cottura, per quanto riguarda il caso specifico delle uova, è stato il tema di una recente ricerca pubblicata su Food Chemistry.
L’elemento più rilevante è stato il tempo di cottura sommato alla metodologia, ad esempio uova cotte al forno per 40 minuti a calore troppo spinto (ovviamente in composti elaborati come i classici sformati) arrivano a perdere fino al 60% di vitamina D rispetto a cotture più brevi e con temperature meno alte.
Se quindi si vogliono consumare uova per sentirne pienamente il sapore e assimilare al meglio le sue sostanze nutritive servono tecniche di cottura più attente.
Come quella della mia ricetta che accompagnava l’articolo del Corriere e che oggi vi presento qui sul blog!!!

 

Uova all’occhio di bue con formaggio e salsa di pomodorini

Uova all'occhio di bue con formaggio e salsa di pomodorini 518

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 g di pomodorini,
  • 2 spicchi d’aglio,
  • 4 uova,
  • 80 g di ricotta affumicata, provola o altro formaggio a scelta,
  • 1 manciata di foglie di sedano verde,
  • olio extravergine di oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Lavare i pomodorini e tagliarli a fette, sbucciare l’aglio, tritarlo e rosolarlo velocemente in una padella con 2 cucchiai di olio.
  2. Aggiungere i pomodorini, salare e cuocere per soli 5 minuti a calore molto alto.
  3. Passare al setaccio il sughetto di pomodoro e trasferirlo di nuovo nella stessa padella.
  4. Aggiungere le uova intere e sopra di esse la ricotta affumicata grattugiata, cuocere con coperchio per 5 minuti circa.
  5. Completare unendo all’ultimo le foglie di sedano tritate e poche gocce di olio a crudo.

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